Lo zinco è un minerale di cui spesso si parla poco, eppure riveste un ruolo fondamentale in molti processi fisiologici: dal buon funzionamento del sistema immunitario alla salute della pelle, fino alla sintesi proteica. Se segui una dieta vegana (o anche vegetariana restrittiva), potresti chiederti: “Come faccio a coprire il fabbisogno di zinco senza alimenti animali?”. Vediamolo insieme, basandoci sulle linee guida del Documento SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana, 2018) e alcuni studi e metanalisi che ci aiutano a capire come gestire al meglio questo micronutriente.
Lo zinco è un minerale essenziale spesso sottovalutato, ma in realtà svolge un ruolo chiave in tantissime funzioni del nostro organismo. Dalla salute del sistema immunitario alla bellezza di pelle e capelli, lo zinco è coinvolto in oltre 300 reazioni enzimatiche.
Ma a cosa serve davvero lo zinco nella nostra alimentazione? Ecco i benefici principali:
Una carenza di zinco può causare sintomi come perdita di appetito, abbassamento delle difese immunitarie, problemi della pelle e difficoltà di cicatrizzazione.
Assicurarsi un adeguato apporto di zinco attraverso l’alimentazione (o integratori, se necessario) è quindi fondamentale per il benessere generale.
Secondo il Documento SINU, i vegetariani (e in particolare i vegani) dovrebbero aumentare l’assunzione di zinco rispetto a quanto raccomandato per la popolazione generale, soprattutto quando la dieta è ricca di fitati (presenti in cereali integrali, legumi e semi oleosi). I fitati, infatti, possono legarsi allo zinco e ridurne la biodisponibilità. Non è un invito a tagliare i cereali integrali, però: basta applicare alcune strategie di preparazione e abbinamento per ridurre l’impatto di questi antinutrienti.
a. Legumi (ceci, lenticchie, fagioli)
b. Cereali integrali (avena, farro, orzo, frumento integrale)
c. Semi oleosi (zucca, girasole, sesamo)
d. Frutta secca (noci, mandorle, anacardi)
e. Germogli di legumi e cereali (il processo di germinazione migliora la biodisponibilità dello zinco
1. Ammollo e germinazione: mettere in ammollo i legumi (fino a 12 ore) o far germogliare cereali e semi diminuisce il contenuto di fitati, aumentando la biodisponibilità dei minerali.
2. Lievitazione a pasta acida: per pane e prodotti da forno, una lievitazione prolungata con pasta madre riduce ulteriormente i fitati.
3. Abbinamenti intelligenti: consumare legumi o cereali insieme a fonti di vitamina C (agrumi, kiwi, peperoni) può favorire l’assorbimento di minerali, sebbene lo zinco ne benefici meno di altri nutrienti come il ferro.
4. Variare le fonti: ruotare tra cereali, legumi e semi diversi permette di non abusare di un singolo gruppo ricco di fitati e di sfruttare una più ampia gamma di nutrienti.
- Unghie fragili
- Pelle secca o con ferite che guariscono lentamente
- Riduzione delle difese immunitarie
Sebbene tali sintomi possano dipendere da numerosi fattori, è consigliabile effettuare controlli periodici di alcuni parametri (anche tramite analisi del sangue), specialmente se la tua dieta è esclusivamente vegetale e pensi di non prestare sufficiente attenzione alle strategie di cui sopra.
- Integrare: se le analisi mostrano bassi livelli di zinco, consultare un professionista della nutrizione per valutare l’uso di integratori specifici.
- Alimenti fortificati: alcuni cereali da colazione o barrette possono essere addizionati di zinco, ma controlla bene l’etichetta.
Diverse meta-analisi (pubblicate su American Journal of Clinical Nutrition e Nutrition Reviews) suggeriscono che una dieta a base vegetale può portare a livelli leggermente inferiori di zinco nel siero rispetto a una dieta onnivora. Tuttavia, sottolineano anche che non esiste un rischio eccessivo di carenza se si adottano le giuste tecniche di preparazione e si assicura un apporto calorico e proteico adeguato.
Assicurarsi un buon apporto di zinco in una dieta vegana non è impossibile, ma va pianificato. Legumi, cereali integrali, semi e frutta secca sono le tue “armi” naturali. Ricorda di sfruttare ammollo, germinazione e lievitazione a pasta madre per ridurre il contenuto di fitati e favorire l’assimilazione dei minerali.
In altre parole, con un po’ di consapevolezza e qualche trucco in cucina, lo zinco troverà la strada giusta verso il tuo organismo… e tu potrai vivere la tua dieta vegana senza preoccupazioni “minerali” di troppo!
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Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). Documento di consenso sulle diete vegetariane (2018).
Gibson RS, Perlas L, Hotz C. “Improving the bioavailability of nutrients in plant foods at the household level.” Proc Nutr Soc (2006).
Hunt JR. “Bioavailability of iron, zinc, and other trace minerals from vegetarian diets.” Am J Clin Nutr (2003).
Foster M, Samman S. “Micronutrient requirements and the use of supplements in vegetarians.” Clin Nutr (2015).