Le Zone Blu sono regioni del pianeta in cui si registra un'eccezionale longevità con una percentuale insolitamente alta di centenari e ultracentenari. Le ragioni di questa longevità hanno catturato l'attenzione dei ricercatori in tutto il mondo, che si sono chiesti le cause di tale particolarità anagrafica.
Negli ultimi decenni, il concetto di "Zone Blu" si è diffuso e integrato sempre più nella cultura popolare come un'utopica meta per una vita più lunga e sana. Vediamo quali sono, cosa hanno di particolare queste persone e soprattutto...cosa mangiano!
Nel 2004, Dan Buettner, esploratore e divulgatore del National Geographic che per primo si è interessato delle Zone Blu, si è impegnato a scoprire gli aspetti specifici dello stile di vita e dell'ambiente che portano alla longevità, lavorando in collaborazione con il National Institute on Aging. Insieme hanno identificato le 5 aree in cui si trovano le Zone Blu:
Benché si trovino in aree totalmente diverse del mondo, antropologi, demografi e scienziati hanno individuato alcune caratteristiche comuni a tutte le zone blu. Questi nove fattori chiave sono stati chiamati con il nome di "Power 9", e si pensa che contribuiscano alla longevità in queste Zone Blu:
La longevità, inizialmente attribuita a un fattore genetico, è stata dimostrata essere influenzata solo al 20% da quest'ultimo, mentre l'80% è determinato dallo stile di vita. Un grande contributo in questo senso è stato fornito dal Danish Twin Study.
La chiave per vivere a lungo sembra derivare da uno stile di vita attivo, un'alimentazione moderatamente ipocalorica e una solida rete sociale e familiare. La riduzione dello stress quotidiano è un altro elemento fondamentale. Non si tratta solo dell'assenza di eventi stressanti, ma piuttosto di uno stile di vita meno frenetico, lontano dai ritmi frenetici di produttività e multitasking che spesso caratterizzano la vita occidentale.
Va fatto notare che le abitudini alimentari adottate nelle diverse Zone Blu sono molto diverse tra loro per via delle differenze di storia, tradizioni culturali e ambiente di vita delle rispettive popolazioni. Ad esempio, il consumo di cibi autoprodotti, di diete ricche di vegetali, il moderato consumo di carne di maiale e il basso consumo di pesce riflettono spesso le risorse alimentari locali.
Inoltre, queste comunità erano spesso isolate storicamente, il che ha influenzato la disponibilità e la varietà di cibi. L’isolamento geografico è una delle caratteristiche comuni a tutte le Zone Blu. La cultura del consumo di carne di maiale era comune ad Okinawa, Sardegna e Nicoya, nonostante le variazioni nelle pratiche di preparazione e consumo. Il consumo di carne è sempre stato moderato, e gli animali venivano spesso allevati in modo tradizionale su pascoli biodiversi, rendendo la carne più nutriente rispetto agli allevamenti intensivi.
Un'altra caratteristica comune tra le Zone Blu è il consumo relativamente elevato di legumi e patate (bollite, non fritte!).
La dieta mediterranea è universalmente riconosciuta per i suoi benefici sulla salute e sulla longevità, eppure non tutte le popolazioni mediterranee che la seguono vivono altrettanto a lungo e solo le Zone Blu che vivono nel bacino del Mediterraneo mostrano variazioni significative.
Bonus: Nova Lectio ha recentemente fatto un bel documentario in merito e te lo consigliamo caldamente.
La longevità è un risultato complesso che va oltre l'alimentazione, coinvolgendo uno stile di vita attivo, una rete sociale solida e la gestione dello stress. La dieta dovrebbe essere considerata quindi in un contesto più ampio. La salute è influenzata da numerosi fattori e probabilmente l’insieme dei Power 9 è ciò che più si avvicina ad un modello di vita sana e sostenibile per l’invecchiamento.
In conclusione, non esiste una "dieta delle Zone Blu" universale, ma piuttosto un insieme di principi di vita sana. Comprendere ciò che rende queste popolazioni così longeve può aiutarci ad adattare i loro insegnamenti alla nostra vita quotidiana.