Nutrizione

La dieta vegana in gravidanza: è davvero sicura?

1. La dieta vegana in gravidanza: è davvero sicura?

Durante la gravidanza, molte donne si interrogano sulla sicurezza di seguire una dieta vegana. Sebbene questa scelta alimentare escluda completamente prodotti animali, con la giusta attenzione e pianificazione può soddisfare tutte le esigenze nutrizionali della madre e del bambino.

Secondo il position paper della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), la dieta vegana in gravidanza necessita di particolare attenzione verso alcuni nutrienti.

GIF hug kid chicken

2. Le proteine nelle donne vegane in gravidanza

Le proteine vegetali, rispetto a quelle animali, hanno una digeribilità leggermente inferiore e possono essere carenti di alcuni amminoacidi essenziali.È quindi opportuno consumare una varietà di cibi vegetali ricchi di proteine (legumi, cereali integrali, derivati della soia come il tofu e il tempeh, frutta secca e semi) in modo da coprire il fabbisogno proteico aumentato tipico della gravidanza. Se necessario, incrementare l’apporto proteico di circa il 5-10% rispetto ai livelli raccomandati per la popolazione generale.

donna vegana in gravidanza e proteine
Una dieta vegana ben bilanciata ti dà tutte le proteine che servono a te e al tuo pupo!

3. La vitamina B12 nella dieta vegana in gravidanza

Tutti i vegani (ma ancor di più in gravidanza) devono assumere una fonte affidabile di vitamina B12, poiché questa vitamina non è presente in quantità adeguate negli alimenti vegetali.Le uniche fonti sicure per coprire il fabbisogno sono gli alimenti fortificati (per esempio alcune bevande vegetali o cereali da colazione) e/o gli integratori specifici.In gravidanza, la carenza di B12 può manifestarsi più rapidamente e avere conseguenze sullo sviluppo fetale. Pertanto è essenziale monitorare lo stato di B12 (tramite esami mirati) e integrare in modo continuativo.

4. Carenza di ferro nella dieta vegana in gravidanza

Nel regime vegano il ferro è presente nella forma “non-eme”, di per sé meno assorbibile rispetto al ferro “eme” di origine animale. Per favorirne l’assorbimento, è importante associare regolarmente fonti di vitamina C (es. agrumi, kiwi, fragole) o altri acidi organici (acido malico, citrico, lattico) ai pasti ricchi di ferro (legumi, cereali integrali, frutta secca e semi). Sono utili anche tecniche di preparazione come l’ammollo e la germinazione di cereali e legumi, che riducono i fitati (sostanze che ostacolano l’assorbimento del ferro).In presenza di carenze accertate, possono essere necessari integratori di ferro sotto controllo medico.

5. Il calcio e la vitamina D nelle donne vegane in gravidanza

Il calcio vegetale può derivare da verdure a basso contenuto di ossalati (per esempio cime di rapa, cavolo riccio, broccoli), legumi, derivati della soia (soprattutto se cagliati con solfato o cloruro di calcio) e bevande vegetali fortificate. È consigliabile consumare con regolarità anche acque minerali ricche di calcio. Fondamentale valutare l’eventuale necessità di integrare la vitamina D se l’esposizione solare è insufficiente.

Vegano in gravidanza e vitamina D
Quando si dice che il sole è un vero e proprio integratore per la vitamina D. Ma usate sempre le creme solari in caso di esposizione prolungata! Non vogliamo melanomi sulla coscienza

6. Lo zinco nella dieta vegana in gravidanza

Lo zinco, presente soprattutto in legumi, semi (zucca, girasole, sesamo), cereali integrali e frutta secca, può essere meno assorbibile a causa dei fitati. Anche in questo caso l’ammollo, la germinazione e la fermentazione degli alimenti aiutano a migliorare la biodisponibilità del minerale.

7. Gli omega-3 nella dieta vegana in gravidanza

Fonti vegetali di acido α-linolenico (come semi di lino, di chia, noci e gli oli derivati) contribuiscono a migliorare lo stato di omega-3. È opportuno limitare gli oli ricchi in acido linoleico (per esempio olio di girasole, mais) e, se necessario, valutare integrazioni specifiche (es. DHA da microalghe) sotto consiglio del professionista sanitario.

8. Evidenze scientifiche sulla dieta vegana in gravidanza

È importante monitorare periodicamente lo stato nutrizionale. Durante la gravidanza, è consigliabile controllare con regolarità i livelli di emoglobina, ferritina, vitamina B12, vitamina D, calcio, nonché altri parametri suggeriti dal ginecologo o dal nutrizionista (ad esempio zinco e folati).

In questo modo si possono correggere tempestivamente eventuali carenze con l’alimentazione o con integratori specifici.

9. Conclusione

Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), una dieta vegana adeguatamente pianificata risulta sicura durante gravidanza e allattamento, senza rischi per il bambino. È però essenziale garantire l'assunzione equilibrata di tutti i nutrienti critici, monitorando lo stato nutrizionale con il supporto di un professionista della salute.

Consultare sempre un nutrizionista o un medico specializzato per evitare carenze e assicurare una gravidanza serena e salutare.

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Fonte: Documento SINU sulla dieta vegetariana, 2018

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